I vini delle colline biellesi

I vini biellesi? Ma Biella non era famosa in Italia e nel mondo per il tessile…? Sì certo, Biella è stata, e probabilmente è ancora, una delle capitali mondiali del tessile di qualità, ma negli ultimi anni anche i vini prodotti sulle colline del Biellese stanno riscuotendo un grande successo o, per meglio dire, stanno tornando agli splendori di un tempo.

Il Biellese è stato infatti, fin dagli inizi del ‘900, un territorio di grande tradizione e qualità enologica.

Nel ‘700 e ‘800 il Biellese, insieme alla Borgogna, fu tra i primi territori a commercializzare i propri vini. Veniva venduto in particolare alle comunità montane in cambio di ghiaccio per la conservazione dei cibi.

Il cavallo di battaglia dei vini biellesi in quel periodo fu sicuramente il Lessona, che venne addirittura ribattezzato “il vino d’ Italia“, in quanto fu usato dal Ministro Delle Finanze, Quintino Sella, al posto dello champagne, per brindare all’unità d’Italia.

Quali sono i vini biellesi più importanti?

Il territorio Biellese vanta diverse qualità di vini molto pregiati:

  • Il Bramaterra DOC

    La sua denominazione risale agli inizi del ‘900 e pare fosse un vino molto apprezzato dalla curia locale, motivo per il quale veniva anche chiamato “vino dei canonici“. Viene prodotto con uve coltivate nei comuni di Masserano, Brusnengo, Curino, Roasio, Villa del Bosco, Sostegno e Lozzolo.
    I vitigni utilizzati per la sua produzione sono Nebbiolo (anche chiamato Spanna) in una percentuale tra il 50% e l’80%, Bonarda e/o Vespolina in percentuale massima del 20% e Croatina per un massimo del 30% ed ha un invecchiamento minimo di almeno 2 anni.

  • Il Canavese DOC

    E’ una delle DOC più importanti delle regione Piemonte e viene prodotto anche nelle province di Torino e Vercelli. Nella provincia di Biella viene prodotto nei comuni di Cavaglià, Dorzano, Roppolo, Salussola, Viverone e Zimone.
    Le uve con le quali si produce sono Nebbiolo, Barbera, Bonarda, Freisa e Neretto che utilizzati da soli o congiuntamente devono coprire almeno il 60%, mentre per il restante 40% possono essere utilizzate anche altre uve provenienti sempre dalle stesse province di produzione.

  • Il Coste Della Sesia DOC

    La denominazione è di recente approvazione, risale infatti solo al 1996, ma la viticultura nelle zone di questa DOC risale addirittura ai tempi dei Romani e se ne trova testimonianza negli scritti di Plinio il Vecchio.
    Viene prodotto nei comuni di Brusnengo, Candelo, Cerreto Castello, Cossato, Curino, Lessona, Masserano, Mottalciata, Quaregna, Sostegno, Valdengo, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.
    Le uve utilizzate per la produzione sono Nebbiolo, Vespolina e Croatina per il rosso ed il rosato, mentre per il bianco si utilizzano uve di Erbaluce al 100%.

  • Il Lessona DOC

    Prende il nome dall’omonimo paese in provincia di Biella in cui viene prodotto.
    E’ sicuramente il vino più importante e prestigioso del territorio Biellese. Basti pensare che è stato classificato tra i primi top 100 vini mondiali (potete leggere l’articolo qui).
    Si trovano scritti risalenti al ‘500 che trattano sulla produzione di questo favoloso vino.
    Le uve utilizzate per la sua produzione sono Nebbiolo, Vespolina e Uva Rara.

Il territorio biellese offre quindi, come abbiamo visto, una grande e qualitativa produzione di vini che vale sicuramente la pena assaggiare, magari utilizzando le guide messe a disposizione dall’Atl di Biella.

Vi sono inoltre strutture appositamente dedicate ai turisti ed agli appassionati che vogliono visitare questo territorio e degustare i suoi vini pregiati. Tra queste l’Ecomuseo del Biellese e l’Enoteca Regionale della Serra.

L’Ecomuseo del territorio Biellese

La Provincia di Biella ha infatti promosso il progetto “Ecomuseo”, una cellula museale dedicata alla vitivinicultura al fine di recuperare le antiche attrezzature, le tecniche tradizionali e gli antichi vitigni. L’Ecomuseo è sito al Ricetto di Candelo, ove nel ‘700 si producevano ben 1.250.000 litri di vino.

Il Ricetto infatti, risalente al tardo medioevo, era utilizzato come rifugio in caso di necessità, ma aveva anche la funzione di cantina comunitaria.

L’Enoteca regionale della Serra

Anche Roppolo vanta una storia enologica importante. Nella magnifica cantina cinquecentesca (con volte di mattoni e muri di pietra) dell’antico castello del paese, ora sito dell’Enoteca Regionale della Serra, sono conservati oltre 200 tipi di vino e 20.000 bottiglie. Qui, nel mese di settembre, si svolge non a caso la Festa dell’Uva, oltre a numerose mostre e manifestazioni enogastronomiche.

Se conoscete altre curiosità o aneddoti sui vini biellesi, potete scriverle nei commenti a questo articolo.

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